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Partecipativo.info: per la libertà d’informazione in Italia, ma non sul Web?

Sono stati giorni concitati nel mondo del giornalismo italiano, chi ha guardato la TV forse non se n’è accorto, ma finalmente anche questa casta qui ha avuto il suo scatto d’orgoglio. Finalmente i giornalisti sono scesi in piazza per difendere la libertà di stampa, almeno una decina di petizioni hanno fatto il giro della Rete, da quella di Repubblica a quella per Report.

Purtroppo però di Web si è parlato un po’ poco, eppure, anche la libertà di espressione in Rete è minacciata dagli ultimi provvedimenti legislativi. Insomma, il bavaglio lo vogliono mettere anche a noi – ma sembra che chi è sceso in piazza fosse molto più interessato a difendere i privilegi ottenuti fino ad oggi.

L’osservatorio di Partecipativo.info invita tutti a tenere alta l’attenzione, almeno su quei pochi “privilegi” che internet ha offerto anche ai cittadini comuni, senza una tessera di appartenenza. E, per rimanere sempre qui, dal mio punto di osservazione, sembra che anche dalla stampa tradizionale arrivino degli attacchi, velati, ma non meno duri verso chi fa informazione online. Ci riferiamo a chi ha voluto travisare le parole di un’intervista ad Obama come un attacco ai blogger, alla Fieg che denuncia Google all’Antitrust e alla ricerca Astra, commissionata dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia, sul consumo dei media.

Ricerca da cui risulta che gli internauti sarebbero d’accordo nell’inserire accanto alle notizie che appaiono sul Web e sono scritte da giornalisti iscritti all’ordine, un bollino, un marchio di qualità. Diciamo quantomeno che sarebbe interessante approfondire questo punto di vista da parte di chi si occupa di giornalismo partecipativo…

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