In questa settimana in cui le pubblicazioni sono andate a rilento a causa delle vacanze natalizie, abbiamo avuto modo di citare il sito della Gaza Freedom March, che si terrà il 31 dicembre.
A prescindere dall’evento in sé ed alle difficoltà che sta incontrando, soprattutto quelle relative alla possibile chiusura dei valichi egiziani, quello che può interessare per le nostre tematiche è il tipo di comunicazione che è possibile trovare sul sito dell’iniziativa.
Può forse essere semplicistico ridurre una “buona comunicazione” al numero di social network utilizzati. Eppure, può comunque costituire un’indicazione. La mente va inevitabilmente all’Iran, in particolar modo in questi giorni con le notizie di nuovi scontri, e la riproposizione degli strumenti di comunicazione dal basso che già questa estate erano stati protagonisti. Uno su tutti, il tag #iranelection su Twitter.
La presenza di un uso così ampio di questi strumenti, in posti che per tradizione culturale consideriamo meno avvezzi alla tecnologia, è ugualmente indicativa. Probabilmente di quanto è più indietro l’Italia, o anche del fatto che l’uso della Rete non va di pari passo con altri parametri di sviluppo. Se non, ad un primo livello, per quanto riguarda la presenza di infrastrutture, altro punto semi-dolente per il nostro paese.
Foto: kukumismelo
